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Il Corso di Formazione a distanza di Neonatologia per Paesi con limitate risorse economiche è stato organizzato dall’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza ed è diretto dal Prof. Mario De Curtis, Ordinario di Pediatria presso l’Università di Roma La Sapienza e Direttore dell’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva neonatale del Policlinico Umberto I.

 

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TAG SEARCH: articoli recensiti
Use of evidence based practices to improve survival without severe morbidity for very preterm infants: results from the EPICE population based cohort

La recensione all'articolo, a cura del GdS Care Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Giugno 2017

Noninvasive Respiratory Support During Transportation

La recensione all'articolo, a cura del GdS di Trasporto Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Luglio/Agosto 2017

Volume-Targeted Ventilation in the Neonate: Benchmarking Ventilators on an Active Lung Model

La recensione all'articolo, a cura del GdS Pneumologia, è disponibile su SIN Informa - Luglio/Agosto 2017

Body Composition in Very Preterm Infants: Role of Neonatal Characteristics and Nutrition in Achieving Growth Similar to Term Infants

La recensione all'articolo, a cura del GdS di Nutrizione e Gastroenterologia, è disponibile su SIN Informa - Marzo 2017

Prophylactic Probiotics for Preterm Infants: A Systematic Review and Meta-Analysis of Observational Studies

La recensione all'articolo, a cura del GdS Infettivologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Febbraio 2017

Resistive indices of cerebral arteries in very preterm infants: values throughout stay in the neonatal intensive care unit and impact of patent ductus arteriosus

La recensione all'articolo, a cura del GdS Cardiologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Febbraio 2017

A new antibiotic kills pathogens without detectable resistance

La recensione all'articolo, a cura del GdS Infettivologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Febbraio 2017

Benefits of Delayed Cord Clamping in Red Blood Cell Alloimmunization.

La recensione all'articolo, a cura del GdS Ematologia ed Immunologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Gennaio 2017

Evaluation of pentavalent rotavirus vaccination in neonatal intensive care units

La recensione all'articolo, a cura del GdS Infettivologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Gennaio 2017

Midazolam dose correlates with abnormal hippocampal growth and neurodevelopmental outcome in preterm infants
La recensione all'articolo, a cura del GdS Analgesia, è disponibile su SIN Informa - Giugno 2016
Postnatal growth standards for preterm infants: the Preterm Postnatal Follow-up Study of the INTERGROWTH-21(st) Project
La recensione all'articolo, a cura del GdS Auxologia perinatale, è disponibile su SIN Informa - Giugno 2016
Reference intervals for reticulocyte parameters of infants during their first 90 days after birth.
La recensione all'articolo, a cura del GdS Ematologia, è disponibile su SIN Informa - Giugno 2016
Association of Red Blood Cell Transfusion, Anemia, and Necrotizing Enterocolitis in Very Low-Birth-Weight Infants
La recensione all'articolo, a cura del GdS Nutrizione e Gastroenetrologia, è disponibile su SIN Informa - Maggio 2016
Clinical Data of Neonatal Systemic Thrombosis
La recensione all'articolo, a cura del GdS Ematologia e Immunologia, è disponibile su SIN Informa - Maggio 2016
Hemodynamic instability in the critically ill neonate: An approach to cardiovascular support based on disease pathophysiology
La recensione all'articolo, a cura del GdS Cardiologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Maggio 2016
Low energy intake during the first 4 weeks of life increases the risk for severe retinopathy of prematurity in extremely preterm infants
La recensione all'articolo, a cura del GdS Organi di Senso, è disponibile su SIN Informa - Maggio 2016
Mathematical Modeling of the Biomarker Milieu to Characterize Preterm Birth and Predict Adverse Neonatal Outcomes
La recensione all'articolo, a cura del GdS Biochimica Clinica, è disponibile su SIN Informa - Aprile 2016
Better timing for cord clamping is after onset of lung aeration
La recensione all'articolo, a cura del GdS Rianimazione Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Aprile 2016
Cardiopulmonary changes with aeration of the newborn lung
La recensione all'articolo, a cura del GdS Rianimazione Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Aprile 2016
Neonatal Infection and Later Neurodevelopmental Risk in the Very Preterm Infant
La recensione all'articolo, a cura del GdS Infettivologia Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Aprile 2016
Transitional Hemodynamics in Preterm Neonates: Clinical Relevance
La recensione all'articolo, a cura del GdS Rianimazione Neonatale, è disponibile su SIN Informa - Aprile 2016
Year 2007 Position Statement: Principles and Guidelines for Early Hearing Detection and Intervention Programs
Joint Committee on Infant Hearing

Pubblicato nel 2007, rappresenta a tutt’oggi il più importante e più diffusamente condiviso documento di “consensus” sull’argomento. Il lavoro riguarda le varie parti del programma di identificazione precoce e di intervento abilitativo nelle ipoacusie infantili. Le raccomandazioni espresse si basano su ampie e solide evidenze scientifiche, aggiornate, analizzate e discusse dalla Joint Committee on Infant Hearing (JCIH), comitato fondato nel 1969 a cui afferiscono enti quali the American Speech Language Hearing Association (ASHA), the American Academy of Ophthalmology and Otolaryngology (AAOO), the American Academy of Pediatrics (AAP) e considerano i diversi aspetti del programma, con particolare riguardo allo screening uditivo neonatale, sulla base della vasta esperienza dei centri nascita di riferimento. E’ oramai noto che l’identificazione precoce ed il trattamento abilitativo, basato sul ripristino dell’afferenza uditiva (protesi acustiche, impianti cocleari) e sull’intervento logopedico, permettono al bambino di avere un corretto sviluppo del linguaggio e, quindi, di acquisire capacità comunicative, relazionali, cognitive ed affettive corrispondenti a quelle dei bambini coetanei normoudenti. Nel documento vengono definite modalità e “timing” del percorso di identificazione e trattamento delle ipoacusie: screening a tutti i neonati entro 1 mese di vita, valutazione di coloro che hanno avuto risultato dubbio al primo test entro i 3 mesi e, in caso di conferma di deficit uditivo, intervento abilitativo entro i 6 mesi. Per i neonati con persistenza del rischio audiologico (identificato dai fattori riportati nell’appendice 2), che hanno superato lo screening è previsto un percorso di sorveglianza audiologica. Viene sottolineata l’importanza del ruolo centrale della famiglia: a questa devono essere garantite informazione esplicita e qualificata, possibilità di condividere le opportunità terapeutiche, accessibilità ai presidi che la tecnologia più moderna offre. Nel percorso di identificazione, trattamento ed abilitazione del neonato ipoacusico vengono coinvolte diverse figure professionali: il medico neonatologo del centro nascita, il medico audiologo e i tecnici di audiometria, il pediatra di famiglia, i genetisti e i medici coinvolti nella definizione della diagnosi etiopatogenetica e clinica, gli audioprotesisti, i logopedisti. Tutti sosterranno il paziente e la famiglia dalla comunicazione dell’esito della valutazione audiologica, dai test di screening alla diagnosi propriamente detta, e per l’intera durata del percorso abilitativo. I genitori dovrebbero avere un chiaro riferimento a un coordinatore, identificato tra una delle figure suddette. Lo screening uditivo neonatale viene effettuato con l’impiego di due metodiche fisiologiche: le oto-emissioni acustiche (OAEs) evocate da transienti (TEOAEs) o i prodotti di distorsione (DPOAEs) e i potenziali evocati uditivi del tronco encefalico (ABR) con sistemi “automatici” di interpretazione dei risultati (A-OAEs, A-ABR). Si tratta di test oggettivi, non invasivi e semplici da somministrare e da interpretare. Le A-OAE valutano la funzionalità delle cellule ciliate esterne della coclea. Le risposte A-ABR sono un fenomeno elettrofisiologico generato dal nervo cocleare e dalle vie uditive del tronco encefalico. Entrambe le metodiche sono molto sensibili nel riconoscere la presenza di un’ipoacusia, ma devono essere interpretate conoscendo bene le possibili fonti di risultati “falsi positivi” e “falsi negativi”. Ad esempio le A-OAEs possono risultare assenti per comuni alterazioni dell’orecchio esterno o medio. Nel lavoro viene enfatizzata la necessità di avere due percorsi differenti: per il neonati sani che afferiscono al Centro di accoglienza neonatale e per quelli che necessitano del ricovero in Terapia Intensiva Neonatale. I primi saranno sottoposti a A-TEOAE mentre per i secondi, categoria ad “alto rischio audiologico”, con più elevata prevalenza d’ipoacusia e una maggiore probabilità di danno neurale/centrale, si dovrebbero impiegare le A-ABR, eventualmente in associazione con le A-OAE. In base agli esiti dello screening e alla eventuale persistenza dii fattori di rischio audiologico, i neonati seguono quindi percorsi differenziati, con tempi e modalità ben definite da un algoritmo riportato nell’appendice 1. Un aspetto importante che viene considerato è quello degli “indicatori di qualità” del processo di identificazione e trattamento delle ipoacusie. Tra questi, quelli di specifico interesse per il neonatologo sono due: • la percentuale di neonati sottoposti a screening entro 1 mese di vita (considerando per i pretermine l’età corretta) dev’essere superiore al 95% • la percentuale dei neonati che non supera lo screening (cosiddetti risultati REFER) e viene inviata a valutazione audiologica dev’essere inferiore al 4%. Pur essendo originato da una valutazione dell’esperienza assistenziale e scientifica nord-americana, il documento rappresenta un riferimento per la stesura di linee guida, per chiunque intenda attivare programmi di screening uditivo neonatale, anche nei centri nascita italiani.

Proton nuclear magnetic resonance spectroscopy of urine samples in preterm asphyctic newborn: a metabolomic approach.
Longini M, Giglio S, Perrone S, et al, Clin Chimical Acta 2015

In order to highlight differences in the metabolic profile of healthy (control) compared with asphyxiated newborns, by using untargeted metabolomic approach coupled with (1)H NMR spectroscopy, we evaluated the effects of asphyxia on newborn urine metabolites. Our results showed that lactate, glucose and TMAO, together with threonine plus 3-hydroxyisovalerate are the metabolites more characterizing the asphyxiated group; lower contribute to discrimination is related to other metabolites such as dimethylglycine, dimethylamine, creatine, succinate, formate, urea and aconitate. After 24-48h from resuscitation preterm asphyctic neonates showed their recovery pattern that still can be differentiated by the controls

Resuscitating preterm infants with 100% oxygen is associated with higher oxidative stress than room air.
Tataranno ML, Oei JL, Perrone S, et al. Acta Paediatr 2015

The starting fraction of inspired oxygen for preterm resuscitation is a matter of debate and the use of room air in full-term asphyxiated infants reduces oxidative stress. This study compared oxidative stress in preterm infants randomised for resuscitation with either 100% oxygen or room air titrated to internationally recommended levels of preductal oxygen saturations.

METHODS: Blood was collected at birth, two and 12-hours-of-age from 119 infants <32 weeks of gestation randomised to resuscitation with either 100% oxygen (n = 60) or room air (n = 59). Oxidative stress markers, including advanced oxidative protein products (AOPP) and isoprostanes, were measured with high performance liquid chromatography and mass spectrometry.

RESULTS: Significantly higher levels of AOPP were found at 12 hours in the 100% oxygen group (p<0.05). Increases between two and 12-hour AOPP (p=0.004) and isoprostanes (p=0.032) concentrations were significantly higher in the 100% oxygen group.

CONCLUSION: Initial resuscitation with room air versus 100% oxygen was associated with lower protein oxidation at 12-hour and a lower magnitude of increase in AOPP and isoprostanes levels between two and 12-hours-of-life. Correlations with clinical outcomes will be vital to optimise the use of oxygen in preterm resuscitation

 

High flow nasal cannula
Recommendations for daily practice in pediatrics
The role of oxidative stress on necrotizing enterocolitis in very low birth weight infants
Review article

La review riporta informazioni circa le ultime novità riguardo epidemiologia e patogenesi dell'enterocolite necrotizzante (NEC) e ruolo dello stress ossidativo nella precoce identificazione del neonato ad alto rischio.

La NEC è patologia devastante, peculiare dei nati pretermine, con un alto rischio di mortalità. L'etiologia è multifattoriale: eventi ischemici, infezioni, radicali liberi possono contribuire ad alterare la barriera gastriointestinale immatura. In particolare eventi critici, quali ipossia, iperossia, ischemia, ischemia-riperfusione, infezione/infiammazione, sono meccanismi che portano ad eccessiva generazione di radicali liberi, non contrastati da adeguate difese antiossidanti. Di conseguenza, a livello tissutale e cellulare, l'equilibrio redox si sposta verso la condizione di stress ossidativo.

Attualmente la diagnosi precoce di NEC è molto complessa. Indici clinici precoci non sono specifici e i dati di laboratorio non sono del tutto attendibili. Pertanto l'esordio tardivo della malattia, la sua rapida ingravescenza, la grave disabilità che ne consegue cosi come l'alto rischio di mortalità  richiede l'identificazione di biomarker precoci e specifici per NEC. C'è evidenza scientifica che i biomarker di stress ossidativo possano consentire la precoce identificazione dei neonati ad alto rischio di sviluppare NEC e che quindi possoao costituire le basi per sviluppare strategie terapeutiche nei confronti di una malattia tanto invalidante per il neonato pretermine.

Lipid and protein oxidation in newborn infants after lutein administration.
Clinical original article

Obiettivo dello studio: verificare l'ipotesi che la supplementazione con luteina neonatale nelle prime ore di vita riduce lo stress ossidativo neonatale (OS ) nell'immediato periodo post-partum .

Metodi: è stato condotto un trial clinico randomizzato arruolando 150 neonati a termine divisi in due gruppi: trattati ( n = 103, 0.28 mg di luteina in gocce, per via orale) e controlli ( n = 47, 0.5 ml di soluzione glucosata al 5%) . I campioni di sangue sono stati prelevati alla nascita dal cordone e a 48 ore dopo il parto , in occasione dell'effettuazione degli screenings neonatali. In tali campioni sono stati valutati: idroperossidi totali ( TH ) , prodotti avanzati di ossidazione delle proteine ​​( AOPP ) , e potenziale antiossidante totale ( BAP ). I dati ottenuti sono stati analizzati mediante test di Wilcoxon e analisi di regressione logistica multivariata .

Risultati . Prima della supplementazione di luteina, le concentrazioni ematiche medie di AOPP , TH , e BAP erano 36.10 umol / L , 156.75 mmol/H2O2 , e 2.361,04 umol / L nel gruppo dei neonati 'trattati'. Dopo la supplementazione con luteina è stato riscontrato un incremento del BAP significativamente più alto e un più basso incremento dei TH nel gruppo dei 'trattati' rispetto ai 'controlli'.

Conclusione . La supplementazione con luteina nei neonati a termine aumenta il loro potere antiossidante totale e riduce l'aumento degli idroperossidi totali conseguenti al "challenge iperossico" della transizione feto-neonatale. Lo studio è registrato al ClinicalTrials.gov NCT02068807 .

Articolo: Procedural pain in neonates: the state of the art in the implementation of national guidelines in Italy
Paola Lago, Elisabetta Garetti, Giovanna Boccuzzo, Daniele Merazzi, Anna Pirelli, Luisa Pieragostini, Simone Piga, Marina Cuttini and Gina Ancora