Attenzione al sale, sale l’attenzione


Luca Maggio, Neonatologia, UCSC, Roma

Baraton L, Ancel PY, Flamant C, Orsonneau JL, Darmaun D, Rozè JC. Impact of changes in serum sodium levels on 2-year neurologic outcomes for very preterm neonates. Pediatrics. 2009 Oct;124(4):e655-61

  • Tipo di studio: Coorte
  • Setting: Terapia Intensiva Neonatale, Nantes (Fra), 2003-2004
  • Popolazione: 237 neonati con EG < 33 settimane, vivi alla dimissione ed inclusi nel follow up a 2 anni di età corretta
  • Obiettivo: valutare se la variazione di natremia nel primo mese di vita si associa ad esiti neurologici sfavorevoli a distanza
  • Risultati: la prevalenza di Ipernatremia (Na > 150 mEq/l) è stata del 2%, quella di iponatremia (Na < 130 mEq/l) del 24%. Il 65% dei neonati ha presentato variazioni di natremia maggiori di 8 mEq/l. La prevalenza di iponatremia nei neonati con variazioni di natremia maggiori di 13 mEq/l è stata del 75%. La maggior parte di queste variazioni è stata osservata nella prima settimana di vita. La variazione di natremia è risultata uno dei parametri indipendentemente associati ad esito neurologico sfavorevole (DQ < 85), con un OR (95%IC) di 3.5 (1.1, 11.8) per variazioni tra 8 e 13 mEq/l e di 5.1 (1.3, 19.6) per variazioni maggiori di 13 mEq/l.
  • Commento: la gestione dell’equilibrio idro-elettrolitico nei primi giorni di vita è difficile e spesso sottovalutata. In genere, si sceglie di ritardare l’introduzione del sodio dopo le 72 ore per assecondare la fisiologica contrazione del compartimento extracellulare e ridurre i rischi di ipernatremia, patologia polmonare, pervietà del dotto arterioso e NEC. Questo atteggiamento è supportato da prove scientifiche abbastanza convincenti ma deve essere curato con rigore per evitare eccessive variazioni della natremia che, come dimostrato da Baraton e coll., si associano ad una peggiore prognosi neurologica a distanza. Il lavoro francese è ben disegnato e metodologicamente valido; resta qualche dubbio sulla correzione dei risultati per le variabili confondenti che, a fronte della plausibilità biologica, non permette di affermare con certezza un rapporto causale tra le variazioni precoci della natremia ed il danno cerebrale. Resta il fatto che la natremia e le sue variazioni sono un ottimo marker della qualità dell’assistenza, semplice e a basso costo, che dovremmo imparare ad usare di più e meglio.

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